uno

 

Vistilettiascoltati/per voi

         







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:: Phaleg/CD


Suoni dell'anima mediterranea
Psyche'

  "Psyche': la farfalla, la leggerezza, la bellezza [...] come la radice dell'anima, come soffio, respiro. Come il luogo in cui si incrociano desideri e necessità. Come memoria e immaginazione. Come conflitto, come esperienza". Que
ste sono le parole che meglio rappresentano il percorso dell'intero album, e si tratta di un percorso che parte dall'amore e il rispetto per la propria terra e la propria tradizione, e che passa attraverso il filtro dell'immaginazione. A noi piace pensare a Psyche' proprio come ci suggeriscono gli stessi Phaleg: come una farfalla che ha subito la sua metamorfosi e che si libra in volo, ma sempre nei pressi del luogo dove è nata, negli spazi della Calabria.   A questo proposito, non può rimanere inosservato Messurga - il brano strumentale con cui si apre il CD - breve, ma di grande suggestione, fatto di suoni e di una melodia arcaica, che sembrano arrivare da lontano dopo un lungo riecheggiare. Un richiamo pago di sè, che non cerca niente e nessuno, prende vita su un sfondo ritmico in movimento, così come le onde del mare o la polvere spostata dal vento.  In Psyche' i Phaleg, oltre a riproporre o ad ispirarsi al repertorio calabrese, hanno reso protagonisti il dialetto e gli strumenti, come la lira o la chitarra battente, la zampogna o il tamburello, impiegati secondo le tecniche tradizionali, senza dimenticare la propria esperienza e la sapienza contemporanea, colta, e questo perocesso avviene con grazia, con la giusta discrezione e senza cadere nell'eccesso.

Psyché
Teatro del Sole 2000
info:
www.geocities.com/arp_ass/phaleg.htm

 

 

 

 

Phaleg

:: Marco Zurzolo/CD


Suoni dell'anima mediterranea
Napoli ventre del Sud

Nulla da invidiare alle performance dei virtuosi balcanici dei fiati. Scopriamo che anche in Italia abbiamo una tradizione che può vantarsi di competere con quei ritmi, quelle armonie e non essere assolutamente da meno rispetto a carica e vitalità.
  Lo scenario è quella della vivace cultura bandistica campana con il suo gioco di squadra, in cui il virtuosismo è di gruppo ed è abolito qualsiasi tipo di protagonismo gratuito. Ci troviamo di fronte ad una voce collettiva che ha molto da dirci e se c’è un “a solo” è semplicemente perché la musica lo esige, una musica che vuole seguire la sua vocazione: poter esprimere la voce della comunità nei suoi rituali, nei suoi desideri e speranze.
  Ma non è solo questo: una prorompente commistione di jazz e musica popolare prende vita attraverso il veicolo bandistico, ma il tutto visto innanzitutto in nome di quella che è la tradizione italiana per eccellenza, almeno così come la conoscono gli “altri”, gli stranieri: quella della creatività partenopea. E Marco Zurzolo è partenopeo vero: la sua musica rappresenta quello strano caso d’identità, quella napoletana, che non ha paura del diverso, e che nel suo processo di crescita si è impreziosita delle sonorità e i modi melodici o armonici di tutti i popoli mediterranei con cui è venuta a contatto.

Ci troviamo di fronte ad una vera fusion
nel nome della tradizione.

Napoli ventre del sud
Edizioni Egea 2001

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A cura di
Maria Cristina Ceccarelli