Messurga/arte

         


Mura antiche:: terre su compensato 
dimensioni 86x68x37


 

 

:: Archivio Messurga ::

:: :: Ricicl-arté:: ::
Nulla si crea, tutto si trasforma
 personale di Luigi Lamanna


Prima erano solo spazzatura. Ora hanno un nuovo luogo e sono esposte in mostra. Hanno cambiato nome e destinazione d’uso. Si chiamano “Il conflitto”, “L’anima graffiata”, “La coppia”, “L'impervio”, “Impreziosire”, “Abbagli”, “Esplosioni”, “Terra”, “Mura antiche”, “Confusione” e “Immersione”. Sono acrilici, terre e stucchi che Luigi Lamanna ha creato su carta pressata, su compensato e su formica: materiali riciclati spesso trovati per strada. Questo è uno dei motivi che hanno ispirato l’autore a non lasciarli lì, ma a portarli con sé e a ridargli nuova vita, trasformandoli in altro. Lui definisce questa materia “spazzatura tenera”, è tutto quello che è stato abbandonato dopo essere stato desiderato, scelto e amato e ad un tratto si trova vicino ad un cassonetto. Qualcosa che prima era stato creato da qualcun altro ora diventa un rifiuto perché non funziona più, perché ingombra o forse perché è passato di moda, facendo perdere di vista la bellezza primordiale delle cose che ci circondano e che ad un tratto decidiamo di buttare via, di cancellare per sempre. Quello che era spazzatura ora è trasmutato in arte, è portatore di un diverso modo di stare al mondo. Le cose non vengono più abbandonate, non muoiono più grazie e questo per un atto “salvifico” gratuito. Il filo conduttore di questa mostra vuole essere anche l’”umiltà”, intesa nel suo significato più ampio e puro.“Quando uso il termine umiltà - afferma l’autore della mostra Luigi Lamanna  - non intendo riferirmi soltanto al modo in cui sono state create le opere, utilizzando materiali poveri e tecniche semplici, ma anche descrivere o, meglio, “tradurre”, in modo essenziale, frammenti di vita passata, o valori che oggi sono sempre di più considerati come spazzatura e che, purtroppo, non vogliamo o non riusciamo più a percepire”. Lamanna non si reputa un artista, ma “un artigiano della pittura”. Ha lavorato e frequentato diverse botteghe in Calabria e in Umbria, dove prima delle tecniche ha avuto la fortuna di apprendere dai maestri qualcosa di più prezioso: i pensieri, i sentimenti e a volte anche i deliri. Tutto questo lo ha tradotto e sigillato nella sua pittura, fatta di emozioni forti. I suoi lavori sono una sorta di assemblaggio dell’anima, un ricomporsi dopo una tempesta, una pausa dopo un lungo viaggio. I soggetti delle sue opere sono in genere bombardamenti cromatici, schizzi, cristallizzati in suggestivi fotogrammi personali, all’interno dei quali s’intravede una forte essenza astratta che tende a volte verso contrasti tenui. E questa mostra rappresenta la sua prima tappa di ricerca alla scoperta di nuovi significati, e nuovi codici espressivi che si nascondono dietro l’ovvio. Un diverso punto di vista per osservare e mettere in discussione le contraddizioni della società contemporanea. 


 

 

Lavena Ponte Tresa - Tensostrutture di P.zza Gramsci
 6 giugno, 13 giugno, 20 giugno, 27 giugno - ore 19,00/ 23,30


Impreziosire:: terre e acrilici su carta compressa, 
dimensioni 88x37